Maiorca: non solo spiagge

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“Che ci vai a fare a Maiorca a novembre?” è la domanda che mi sono sentita fare dalla mia amica Carmen, piuttosto divertita. “A visitare l’isola, ovviamente! Fuori stagione, ovviamente!”, le rispondo. Chi mi conosce lo sa che vado controcorrente. Forse poi nemmeno così tanto… i turisti non mancano, anzi! Vedere tutta quella gente a novembre mi ha fatto capire che nei mesi estivi la situazione deve essere insostenibile. Perciò, se avete voglia di visitare l’isola in chiave “non solo spiagge”, vi dico di lasciar perdere i mesi di alta stagione. Per noi scegliere il Ponte di Ognissanti è stata una scelta molto azzeccata, ma tenete presente che ottobre e novembre sono i mesi più piovosi. Quindi, c’è sempre un “fattore C” da considerare. L’ultimo giorno infatti, un bell’acquazzone, seppur passeggero, ce lo siamo preso. Per qualche ora le temperature sono precipitate, ma poi è riapparso il sole e i 23 gradi, come se non fosse successo nulla.

Cosa vedere in 3 giorni a Maiorca? Tutta l’isola necessita di molti più giorni, ma se anche voi avete poco tempo a disposizione, eccovi la mia proposta di itinerario.

Giorno 1

Palma di Maiorca

Questa città spesso viene erroneamente associata solo ed esclusivamente alla movida. Invece offre molto altro, soprattutto sotto l’aspetto storico. Un giorno è sufficiente per visitarla in tranquillità, ma se siete appassionati di arte e musei consideratene due. Noi abbiamo scelto di muoverci a piedi. Non è grandissima, ma se volete accorciare i tempi gli autobus non mancano, come pure il bike sharing cittadino. Cosa non potete perdervi?

Catedral Basilica de Santa Maria

…O semplicemente “LA SEU”. Ci siamo dovuti accontentare di vederla dall’esterno, essendo purtroppo chiusa. Prevalentemente in stile gotico, credetemi, fa impressione per quanto sia imponente. E’ stata completata nel 1601, con ulteriori elementi gotici introdotti nel 1851, a seguito di una ristrutturazione resasi necessaria a causa dei danni provocati da un terremoto. E’ una vera sorpresa, in quanto difficilmente ci si immaginano costruzioni del genere su un’isola relativamente piccola. Eppure… Il complesso, incastonato tra le mura, vari edifici ecclesiastici e il palazzo de l’Almudaina, fa veramente tanta scena. I portali sono arricchiti da meravigliosi decori e statue, quello principale è sovrastato da un enorme rosone, mentre quello rivolto verso il mare ha delle splendide statue che raffigurano l’Ultima Cena. Giratele attorno per ammirare tutto il suo perimetro e gli splendidi dintorni e fate un giro lungo le mura

Catedral Basilica de Santa Maria

Palau de l’Almudaina

…Ovvero una delle residenze dei reali di Spagna. Non siamo entrati perchè la splendida e calda giornata di novembre ci ha fatto preferire di rimanere all’aria aperta, ma dalle recensioni merita senz’altro una visita.

Basilica de San Francesc

Sempre in stile gotico e tra le chiese più antiche della città.

Rosone.

Banys Arabs

Quello che rimane dei vecchi bagni arabi, appartenuti ad una villa privata del X secolo.

Bagni arabi.

Casco Antiguo

Passeggiando a caso per il Casco Antiguo (il centro storico) vi renderete conto di quanti edifici interessanti, tra palazzi e chiese incontrerete. Non mancano ovviamente le vie dello shopping e negozietti carini per tornare a casa con un piccolo souvenir. Io di solito, per evitare l’invasione dei soprammobili in giro per casa, scelgo una calamita, che attacco ad un quadro magnetico sopra al divano. Iniziate da Plaça Major, non perdetevi la splendida Iglesia de Santa Eulalia e Plaça de Cort, dove si trova un bellissimo ulivo di 600 anni e dov’è situato lo splendido comune. Mentre passeggiate, date una sbirciatina nei vari patii che incontrerete, alcuni sono davvero deliziosi.

Ulivo secolare nel centro di Palma di Maiorca.

I mulini del quartiere Es Jonquet

Arrivati qui, nel vecchio quartiere dei pescatori, troverete ancora qualche mulino e un’ottima vista sia sul porto che sulla Catedral.

Mulino a Es Jonquet

Giorno 2

VALLDEMOSSA – SA FORADADA – DEIA’ – CALA DEIA’ – PORT DE SOLLER – SOLLER

Valldemossa

Delizioso borgo situato ad una ventina di chilometri da Palma, si raggiunge in una mezz’oretta di macchina. E’ molto curato e i vasi di fiori e piante fuori dalle porte delle abitazioni creano un magico contrasto con i ciottoli delle vie. Quasi ogni porta ha la sua targhetta in ceramica: una richiesta di protezione da parte di Santa Catalina. Sulla mattonella sono raffigurati momenti di vita della Santa e compare quasi sempre la frase “Santa Catalina Thomas Pregau per Nosaltres” (Santa Caterina Thomas prega per noi). In centro ci sono dei parcheggi a pagamento, in alta stagione potrebbe risultare difficoltoso trovare un posto.

I vicoli di Valldemossa.

Sa Foradada

O meglio, il punto panoramico sulla strada che guarda a Sa Foradada. Purtroppo a novembre 2019 la strada pedonale era sbarrata e non si poteva dunque proseguire fino a questo bellissimo promontorio roccioso. Una tappa sulla terrazza è imperdibile, la vista sul mare e su questa piccola penisola è mozzafiato (immagine in evidenza del post).

Deià

Altra perla situata tra le montagne e tappa imperdibile per artisti che cercavano ispirazione durante gli anni 20 dello scorso secolo. Anche qui i fiori non mancano, soprattutto bouganville. Salite fino alla Parroquia Sant Joan Baptista per avere una deliziosa visuale sul mare. Ci sono dei parcheggi gratuiti alle porte della città, occorrerà camminare per una decina di minuti in salita, ma niente di terribile.

Deià.

Cala Deià

Il parcheggio è a pagamento e non molto grande, a novembre non abbiamo avuto nessuna difficoltà, ma in altri periodi dell’anno potrebbe essere un’impresa riuscire a posteggiare. Da qui si percorre a piedi per circa 20 minuti una strada sterrata e si raggiunge poi la splendida caletta con un’acqua davvero cristallina. Il fondale è sassoso, quindi se possibile portatevi le scarpette. E’ in una zona riparata e anche al 2 di novembre c’era gente che faceva il bagno (vi giuro che se mi fossi portata il costume lo avrei fatto anch’io!). Ideale quindi per chi ha bimbi piccoli o per un bagno fuori stagione. Al contrario nelle giornate estive immagino che qui sia particolarmente caldo. Inoltre non è particolarmente grande.

Soller

Ha una splendida piazza: Plaça de sa Constitució con dei graziosi caffè, la Esglesia de Sant Bartomeu, il Banco de Soller e l’Ajuntamento (comune). In mezzo a questa piazza passa il tram storico che da Palma arriva fino a Port de Soller, se avete la fortuna di incrociarlo vi portate a casa un ottimo scatto, diciamo il più classico che il web ci propone per Soller. Noi non siamo stati così fortunati. Per il resto non c’è molto da vedere, quindi a mio avviso non è una meta imperdibile.

Port de Soller – Qui si trova appunto il porto, situato all’estremità di una grande baia. Carino per fare una passeggiata, magari godendosi un gelato. Fateci un salto se siete giunti fino a Soller, ma attenzione… parcheggiare può essere un’impresa.

Port de Soller.

Giorno 3

MIRADOR ES COLOMER – FARO DI CAP DE FORMENTOR – POLLENCA

Mirador Es Colomer

Occorre circa un’ora per raggiungere questo punto panoramico in macchina da Palma, una delle prime tappe della penisola di Formentor. Parcheggiate la macchina e percorrete a piedi la scalinata (meno di 10 minuti) che vi porterà alla terrazza panoramica. Noi abbiamo trovato tantissimo vento, credo sia piuttosto frequente, quindi attrezzatevi con un foulard e magari un elastico per capelli se li avete lunghi. La vista è mozzafiato e l’altezza delle scogliere da brivido.

Mirador Es Colomer.

Faro di Cap de Formentor

Proseguendo la strada percorrendo paesaggi rocciosi e scogliere altissime, si arriva fino alla punta della penisola dove si raggiunge il Faro del XIX Secolo. La strada è piena di tornanti e saliscendi, ma in ottime condizioni. Sia i panorami lungo il tragitto che all’arrivo meritano senz’altro una tappa.

Pollenca

Ciò che rende interessante questo borgo è il Calvari, ovvero una scalinata di 365 gradini che porta alla Esglesia del Calvari. La chiesa non è particolarmente interessante, ma è molto bella la vista che si ha sul paese una volta arrivati in cima.

Salita verso il Calvari.

Dove mangiare

Palma 

  • TUCANA TAPAS: locale raffinato, situato in un vicolo stretto pieno zeppo di localini, è ideale per gustare tapas sfiziose. Noi le abbiamo scelte di pesce e siamo stati soddisfatti. I prezzi sono un pò più alti della media.
  • TOQUE DE QUEDA: sembra praticamente la casa della nonna! Offre tapas raffinate, bruschette e taglieri. Un posto molto intimo, ci si sente quasi a casa, ma i piatti sono elaborati e oltre ad essere buoni hanno un bell’impatto visivo. 
  • CELLER SA PREMSA: una specie di trattoria, con cibo genuino e sostanzioso e prezzi buoni. Paella molto unta ma ottima e locale da 10 e lode, che ricrea una cantina con botti e locandine di varie edizioni della corrida. Le recensioni lo descrivono come un posto turistico, ma attorno a noi quella serata si parlava solo spagnolo.
  • CELLER PAGES: piatti tipici maiorchini gustosi e genuini e un cameriere super simpatico ci fanno dire sì!
Celler Sa Premsa

Pollenca

  • EU CENTRO: attesa piuttosto lunga, ma paella mista di carne e di pesce molto buona. Abbiamo visto però che la gente del posto viene in questo locale per mangiare carne… soprattutto qualcosa di molto simile allo stinco.

Dall’aeroporto al centro di Palma

L’Autobus A1 impiega circa mezz’ora per raggiungere il centro di Palma. E’ possibile effettuare il biglietto alle macchinette disposte alla fermata.

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