Danimarca: alla scoperta della Fionia e dello Jutland

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In breve

Per effettuare il nostro giro della Danimarca abbiamo preso un volo Ryanair da Orio al Serio a Copenaghen, dove siamo arrivati in serata.

La città l’avevamo già visitata, è sempre bellissima, ma questa volta ci siamo limitati a dedicarle una serata. Birra in un pub con musica live e via a dormire, carichi per i giorni a seguire!

Per il rientro in Italia invece abbiamo preso un volo sempre Ryanair, ma questa volta da Billund, dove abbiamo restituito la macchina a noleggio presa a Odense con Europcar.

Riporto qui di seguito l’itinerario intrapreso, scorrendo l’articolo troverete il dettaglio per ciascuna giornata:

  • ODENSE – Raggiunta con il treno da Copenaghen – Pernotto a Odense
  • FESTIVAL HEARTLAND situato nei giardini del Castello di Egeskov a Kvaendrup – Raggiunto con il treno da Odense, poi una mezz’oretta di camminata dalla stazione di Kvaendrup al Castello di Egeskov – Pernotto a Odense
  • FREDERICIA e AALBORG – Da questo momento in poi abbiamo noleggiato un’auto, prenotata online e ritirata a Odense – Pernotto ad Aalborg
  • LOKKEN – RUBJERG KNUDE – RABJERG MILE – SKAGEN – Pernotto ad Aalborg
  • AARHUS – Pernotto ad Aarhus
  • REGIONE DEI LAGHI (RY – HIMMELBJERGET – SILKEBORG) – Pernotto ad Aarhus

Tutti conoscono Copenaghen (o se non la conoscete ho scritto un articolo qui: https://sostavietata.com/tre-giorni-a-copenaghen/ ) , qualcuno i suoi dintorni puntellati da castelli… ma in quanti conoscono anche il resto della Danimarca?

Noi l’abbiamo esplorata in un on the road di 6 giorni, spinti dalla curiosità di assistere al Heartland Festival, che si tiene ai primi di giugno al Castello di Egeskov. Con la scusa ci siamo presi qualche giorno di ferie e allungati fino all’estremo nord, nel punto in cui si incontrano i due mari: quello del Nord e quello Baltico.

Un pò di geografia

La Danimarca è composta da due grandi isole, la Selandia (isola di Copenaghen) e la Fionia, dalla penisola dello Jutland (che si suddivide in Settentrionale, Meridionale e Centrale) e da un’infinità di isole e isolotti minori.

Selandia e Fionia sono collegate attraverso l’impronunciabile ponte Storebæltsforbindelsen, mentre Fionia e Jutland attraverso il ponte Nye Lillebæltsbro.

L’unico confine naturale è quello con la Germania, mentre attraverso il ponte di Øresund si è creato un collegamento con la Svezia. 

Col nostro viaggio visiteremo la Fionia e lo Jutland Centrale e Settentrionale.

Giorno 1: ODENSE

Raggiungibile da Copenaghen in circa 2 ore di macchina oppure con un comodo treno diretto in circa 1 ora e 40. Noi abbiamo optato per il treno. Per risparmiare vi consiglio di acquistare i biglietti con un po’ di anticipo, perché a partire da due mesi prima e fino ad esaurimento, è possibile trovare delle offerte molto vantaggiose. Noi per esempio li abbiamo acquistati con 26 giorni di anticipo e due biglietti di sola andata con prenotazione del posto a sedere ci sono costati 110 dkk totali ovvero circa 15 euro (i soli due biglietti senza prenotazione del posto ci sarebbero costati 50 dkk). Se li avessimo acquistati il giorno stesso, sempre considerando la prenotazione del posto, ci sarebbero costati 658 dkk ovvero circa 88 euro (oppure 598 dkk senza prenotazione del posto).

La graziosa via Paaskestræde

Odense è la città natale di Hans Christian Andersen. Con le casette color pastello e a graticcio, si respira aria di fiaba e viene facile pensare che qui il famoso scrittore possa aver preso ispirazione. Se avete bambini o se siete semplicemente curiosi, è possibile seguire un itinerario che ripercorre le orme di quando era in vita, nel senso letterale, visto che in giro per la città sono state riprodotte le sue impronte che conducono ai luoghi a lui dedicati. Per chi non riuscisse proprio a ricordare quali fossero le sue opere, cito due grandi classici: La Sirenetta e Il Brutto Anatroccolo. 

Cos’altro vedere in un giorno a Odense?

Perdetevi nelle vie del centro storico, facendo tappa a Nedergade, dove si trova un vecchio negozio di oggetti antichi e un ristorante del 1683, Overgade, Paaskestræde e Gravene.

Se la casa in cui Hans Christian Andersen è nato non vi interessa, fate comunque tappa in Hans Jensens Stræde perché è davvero molto graziosa.

Verstergade è l’animata via dello shopping in cui troverete negozi e localini. Da qui, in una traversa si arriva alla coloratissima Vintapperstræde, in cui si trovano pub, birrerie e qualche negozietto.

Sempre da Verstergade si arriva anche ad un bellissimo mercato coperto: Arkaden Street Food con street food da tutto il mondo (ci sono anche dei ragazzi italiani che vendono specialità siciliane)

Passeggiando lungo le rive del fiume Odense Å

Dove dormire

Abbiamo soggiornato presso l’HOTEL ODEON nuovissimo e in buona posizione, vicino sia al centro che alla stazione. Ottima colazione, camere spaziose e pulite.

Dove mangiare

Abbiamo pranzato all’Arkaden Street Food dove si trovano ristorantini e chioschi che propongono cibo da tutto il mondo. Non manca anche un’ampia scelta di birre.

Abbiamo invece cenato al ristorante Gronttorvet. Che dire… in generale noi che non amiamo il cibo pasticciato, in Danimarca, tranne a Copenaghen, abbiamo avuto difficoltà un pò ovunque. Abbiamo ordinato una tartare di salmone, che in verità era più una mousse di salmone e maionese e poi uno Stjerneskud, che consiste in tre fettine di platessa adagiate su una fetta di pane di segale e contorno di gamberetti. Sicuramente era cucinato bene, ma maionese, salsine e il fatto che la platessa fosse impanata fritta non ci ha fatto godere appieno il sapore del pesce. 

Giorno 2: EGESKOV SLOT/HEARTLAND FESTIVAL (con pernotto a Odense)

Il castello di Egeskov si trova a 30 minuti di automobile. Oppure in treno, da Odense in 25 minuti si raggiunge Kværndrup. Dalla stazione occorre camminare una buona mezz’ora per raggiungere il castello, oppure prendere un autobus. Noi ci siamo stati per partecipare ad un festival rock che si tiene ogni anno per tre giorni ai primi di giugno all’interno del suo giardino. In tale periodo non è possibile visitarlo internamente. Visto da fuori è molto grazioso e il giardino molto vasto. Il festival è stata un’interessantissima scoperta, ne parlo in maniera più approfondita QUI.

Castello di Egeskov

Giorno 3: FREDERICIA e AALBORG

Al terzo giorno da Odense noleggiamo un’auto con Europcar scegliendo la possibilità di restituirla in aeroporto a Billund. La ferrovia non manca, ma abbiamo preferito avere a disposizione un mezzo che ci permettesse di essere più liberi negli spostamenti, soprattutto volendo raggiungere la regione dei laghi e le spiagge del nord.

Abbiamo deciso di raggiungere dapprima Aalborg e lasciare Århus ai giorni seguenti, essendo quest’ultima più vicina all’aeroporto di Billund.

Facendo una piccola deviazione decidiamo di fermarci per una breve tappa a Fredericia, cittadina sul mare. Saliamo sui bastioni attraverso la Porta di Danimarca e ci dirigiamo verso la torre Det Hvide Vandtarn e con una piacevole passeggiata raggiungiamo la spiaggia Osterstrand. Da qui torniamo indietro attraverso le via del centro Sjaellendsgade e riprendiamo la nostra macchina.

La torre di Fredericia

Arrivati ad Aalborg facciamo due passi sul lungomare, partendo dalla particolarissima sala da concerti Musikken Hus e arrivando fino al ponte Limfjordsbroen.

Da qui ci siamo infilati in mezzo alle viuzze del centro, attraverso Toldbod Plads, Ostergade, Maren Turis Gade arrivando fino alla piazzetta CW Obels Plads e alla cattedrale Budolfi Kirke. Imboccate la graziosa via Hjelmerstald con le sue case color pastello fino ad arrivare al negozio di ceramiche Lange Kunsthandwerk, il suo cortile è pieno di oggetti e sculture in ceramica e merita una visita.

Le case color pastello in Hjelmerstald

In giro per la città si trovano oltre 65 murales, alcuni davvero notevoli. A questo sito si trova la mappa e una breve descrizione delle varie opere: https://www.visitaalborg.com/aalborg/things-do/street-art

Murales creato dall’artista David Walker

Dove dormire

Kompas Hotel Aalborg = a due passi dal Musikken Hus e il lungomare, è stato recentemente rinnovato. Le camere sono pulite e luminose e la colazione varia e buona. E’ dotato di un parcheggio a pagamento, oppure qualche metro prima si trova il parcheggio comunale, gratuito di notte e a pagamento di giorno.

Giorno 4: Løkken – Rubjerg Knude – Råbjerg Mile – Skagen (con pernotto ad Aalborg)

Breve tappa a Vrå dove fermiamo la macchina davanti ad un vecchio mulino attorniato da un tappeto di fiori giallissimi. Proseguiamo poi per Lokken, località balneare con case da sogno immerse nel verde. Il contrasto tra le tinte pastello delle abitazioni, il verde dei campi e l’azzurro del mare me l’ha fatta apprezzare molto. Dal piccolo centro raggiungiamo la spiaggia, puntellata dalle tantissime casette/cabine bianche che appartengono agli abitanti del paese e servono come deposito e punto ristoro per le giornate in spiaggia.

La spiaggia di Lokken con la fila di cabine

Dopo un’oretta trascorsa qui proseguiamo il nostro itinerario alla volta della spiaggia di Rubjerg Knude. Dal parcheggio, in 15 minuti di passeggiata tra prati verdi e pecore in semilibertà, pian piano l’erbetta inizia a mischiarsi con la sabbia per poi diventare una distesa infinita di sola sabbia bianca con all’orizzonte un faro che sembra quasi venire inghiottito dalle dune. Venne inaugurato nel 1900, ma fu necessario chiuderlo nel 1953 in quanto i frequenti spostamenti della sabbia ne impedivano il corretto funzionamento. Nel 1980 venne riaperto come museo, ma nuovamente la sabbia in movimento ne costrinse la chiusura. Si è inoltre considerato che l’erosione del terreno lo avrebbe fatto crollare in mare, quindi nel 2019 ne è stato deciso lo spostamento verso l’interno. Attualmente è aperto al solo scopo turistico ed è possibile salire fino in cima per ammirare il panorama. Ricordatevi che soprattutto dall’alto tira tantissimo vento!

L’erba lascia spazio alla sabbia, con il faro all’orizzonte

Il giro prosegue poi verso Rabjerg Mile: dune, dune e ancora dune di sabbia bianca. Questa distesa si è formata durante la grande migrazione di sabbia del XVI secolo e oggi continua ad avanzare per oltre 15 metri all’anno. La sua superficie è di circa 2 km².

E chi mai avrebbe pensato di addentrarsi in un deserto in Danimarca??

L’itinerario odierno termina a Skagen, dove ci rechiamo dapprima a Grenen, il punto più a nord, dove i Mari del Nord e Mar Baltico si incontrano e scontrano. Per arrivare fino a qui dal parcheggio occorre camminare buoni 25 minuti sulla spiaggia. In alternativa sempre dal parcheggio è possibile salire su un autobus che trainato da un trattore vi porterà fino alla punta e poi vi riporterà indietro.

Se siete fortunati potrete anche avvistare qualche foca, noi purtroppo non ne abbiamo viste 🙁

Raggiungiamo poi il porticciolo e il centro composto da graziosissime case gialle e arancioni

Il punto in cui il Mare del Nord e il Mar Baltico si incontrano
Il piccolo centro di Skagen

Dove mangiare

Al porticciolo di Skagen, allineati, si trovano numerosi ristorantini. In verità anche in centro non mancano, ma noi abbiamo scelto lo Skagen Fiskerestaurant, sia per le recensioni positive, che per la posizione e soprattutto particolarità del locale con la sabbia al posto del pavimento. Il ristorante è un pò caro, ma il pesce fresco e molto buono.

Il singolare pavimento dello Skagen Fiskerestaurant 🙂

Giorno 5: Århus

Seconda città di Danimarca, è molto vivace e piena di giovani grazie alla sua importante Università, anch’essa al secondo posto nel paese per grandezza. 

Due sono le grandi attrazioni naturali della città: il mare e il fiume Aarhus. Le spiaggette invitano a lunghe passeggiate, jogging, sport e svago in compagnia. I danesi sono molto sportivi e molti di loro si cimentano in sport acquatici, soprattutto Kayak. Il fiume invece, in centro, diventa pedonale e un meraviglioso luogo di incontro, dove numerosi locali e gradinate creano la situazione giusta per trascorrere assieme agli amici pomeriggi e serate all’aria aperta.

Ma Aarhus è anche ricca di musei e architettura.

La nostra visita inizia partendo dalla zona portuale. Qui si trova il centro culturale Dokk1, in cui si trova la biblioteca più grande della Scandinavia. Ci dirigiamo poi verso la cattedrale di San Clemente (Aarhus Domkirke). Costruita nel XII secolo in stile romanico, nel 1330 prese fuoco e venne dunque ricostruita e terminata nel 1500 in stile gotico. E’ la più lunga di Danimarca con i suoi 93 metri. Da qui prendiamo la via Store Torv per perderci tra le varie vie del centro, quali Sankt Clemens Straede, Lille Torv, Pustervig Torv, Graven, Mejlgade. Non perdetevi la graziosissima Mollestien lastricata, con le case color pastello e tanti fiori e piante ad abbellirne le facciate. Imperdibile è anche la zona pedonale del lungo fiume, già citata, Åboulevarden.

Case a schiera in Mollestien

Dritta utile: in giro per la città si trova il bike sharing cittadino, attivo dal 2004. L’idea è geniale, in diverse zone sono posizionate delle rastrelliere (e una app ti aiuta ad indiviuarle), con le bici legate con la stessa logica dei carrelli del supermercato e per sbloccarle, proprio nella stessa maniera, è sufficiente introdurre una moneta da 20 corone. E’ possibile anche utilizzare i 2 euro nel caso in cui non si disponga di monete danesi. Purtroppo però, con rammarico, ci ritroviamo a scoprire che anche in Danimarca, quando una cosa è gratuita, l’inciviltà non manca: alcune bici sono un pò malconce e a volte capita di trovarle abbandonate in giro a caso lontane dalla rastrelliera.

Dove dormire

Abbiamo dormito al Helnan Marselis Hotel, leggermente fuori città e un pò datato. Noi lo abbiamo scelto perchè si trova proprio di fronte al mare. Abbiamo apprezzato molto questa posizione e grazie al bike sharing in 25 minuti raggiungevamo il centro città. Pulito e colazione buona.

Dove mangiare

Abbiamo mangiato un ottimo fish and chips da Olinico. Il cavallo di battaglia in verità sono le cozze, ma occhio agli orari!! In Danimarca si mangia mooolto presto, noi arrivando alle 19:30 le abbiamo trovate esaurite :-/

Giorno 6: La Regione dei Laghi

A circa una mezz’ora di macchina da Aarhus si trova la regione dei laghi. Decidiamo di esplorare il lago Birkso a Ry, proseguire verso la collina Himmelbjerget e il lago Julso e terminare la visita alla regione con Silkeborg.

Ry: dopo una breve visita del piccolissimo centro, ci dirigiamo a piedi verso il lago, in direzione del piccolo porticciolo. Da qui ci addentriamo tra la boscaglia e facciamo una passeggiata di una ventina di minuti attorno al lago per poi tornare indietro da dove siamo arrivati.

Porticciolo di Ry

Himmelbjerget: da Ry, in una quindicina di minuti di automobile raggiungiamo questa collina, alta 147 metri, da cui si ha uno splendido panorama sul lago Julso. Il parcheggio è a pagamento e come tutti i parcheggi in Danimarca si può pagare con carta di credito. In questo punto panoramico si trova una torre, alta 25 metri, sulla quale per 10 corone si può salire. Il panorama in ogni caso, è appagante già dalla collina. Da qui, un sentiero di circa un chilometro scende fino al lago. Calcolate una buona ora per scendere, fare due passi al lago e risalire.

Panorama sul lago Julso dalla collina Himmelbjerget

Silkeborg: qui parcheggiata la macchina in centro decidiamo di noleggiare una canoa e fare una mini escursione. Passeggiamo poi lungo il porticciolo e terminiamo il caldo pomeriggio con una fresca birra lungolago.

Future modelle al porticciolo di Silkeborg
Future modelle al porticciolo di Silkeborg

DA SAPERE
La moneta ufficiale è la corona danese, ma praticamente ovunque è possibile pagare tramite carta di credito.

La Danimarca è tra i paesi più cari d’Europa, ma con dei piccoli accorgimenti si può risparmiare un pò: prenotate con un pò di anticipo i voli con le compagnie aeree low cost, gli alberghi e i biglietti dei treni interni (per i treni vengono emessi dei biglietti a prezzo ridotto da 60 giorni prima della partenza).

Per risparmiare sul cibo potete recarvi ai tanti mercati, dove mangiare ottimi smorrebrod (ovvero una fetta di pane con farciture di vario genere, una specie di grande tartina insomma) oppure street food di vario tipo.

Tutti parlano inglese, quindi non avrete nessuna difficoltà con la lingua.

ALTRO DA VEDERE
Se avete tempo potete prendere in considerazione di arrivare fino alla cittadina di Ribe, la più antica di Danimarca. Se avete bambini o semplicemente uno spirito fanciullesco, a Billund si trova la ben nota Legoland.

HYGGE
l’espressione tipicamente danese hygge significa “calore” “benessere”. E’ uno stato d’animo, presente nel quotidiano della vita dei danesi. Ma attenzione: per sentirsi veramente hygge occorre condividere questa sensazione con qualcuno. Non lo trovate un termine bellissimo? A me piace molto e trasmette tutto il calore, ma anche la necessità di condivisione che caratterizza i danesi. 

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